associazione per il miglioramento ambientale di Castione
associazione per il miglioramento ambientale di Castione

Il Botulino per Castione

 

Castione, signora al botulino.

(pièce comicamente tragica)

-Maximilien Robespierre-

 

C’è una signora di aspetto qualunque, né bella né brutta, è vero qualche difetto l’ha. Non la inseguono frotte d’innamorati, ma qualche spasimante c’è. E’ un po’ malata, questo si, e finalmente ha deciso di farsi curare. Le cose per lei si metteranno meglio in seguito (pensa).

Cerca consiglio e le assegnano il nome di un famosissimo chirurgo plastico straniero. Il quale le consiglia di rifarsi il look.

Prima le protesi al seno, poi il naso e le palpere. Le “occhiaie” le danno un’aria dimessa e quindi anche la parte inferiore dell’occhio è da sistemare (si chiama blefaroplastica).

Già che ci siamo facciamo anche le guance, che danno carattere al viso. Le labbra ora sono di grande attualità, quindi non si può farne a meno. E un ritocchino alle natiche un po’ cascanti, perché no?

Poi il grande lavoro di liposuzione (anzi questo lo facciamo per primo per eliminare tutte le scorie nascoste). Ma chi pagherà tutto questo? Beh, i soldi si trovano, poi si può sempre fare di necessità virtù (come si dice).

Al posto del Piano B si potrà far entrare in vigore il Lato B.

Restano sempre le sue malattie ma l’importante è che non si vedano.

La signora, volente o nolente, deve comunicare questa decisione ai suoi figli e la cosa diventa di dominio pubblico. Amici e parenti tentano di contrastarla.

Loro pensano che debba innanzi tutto farsi curare da un bravo medico e da un chirurgo estetico veramente serio. Non vogliono che diventi una maschera inespressiva, una donna artificiale, gonfiata, di una bellezza effimera che durerà pochi anni.

Sarebbero felici di averla più sana e più bella, ma senza esagerare.

Questa signora si chiama Castione e per lei occorreranno tonnellate e tonnellate di botulino e silicone.

Gli amici stanno tentando di farle capire che è stata male consigliata, che quella finta bellezza (o nuova bruttezza) che rende le donne tutte uguali (più clonate della pecora Dolly) non resisterà nel tempo e che avrà speso un sacco di soldi inutilmente.

Chi vincerà sulla sua ingenuità? Quelli che cercano di farle credere che, “tutta lustrini e pailettes”, avrà una nuova vita, o quelli che tentano di farle capire che questo tipo di bellezza non ha senso, che tutto quell’andirivieni di persone non le porterà benefici, che i guai non saranno risolti ma appena iniziati e che presto sarà un monumento decadente, simbolo di un’era di stupidità?