associazione per il miglioramento ambientale di Castione
associazione per il miglioramento ambientale di Castione

DRITTO E ROVESCIO

 

 

Diritto e rovescio

 

Ovvero lo standard del Ticino

Lo spunto mi viene dalla trasmissione Falò del 2 giugno 2011 incentrato sul turismo ticinese, meglio sarebbe a dire non più turismo. Tanti fattori contribuiscono a decretare un successo o un insuccesso. Certamente la mancata voglia di fare accompagnata da una scarsa preparazione sono elementi decisivi sulla riuscita di qualsiasi iniziativa o attività. Il Ticino è messo male, è sempliciotto ripeterlo ancora ma non ci si può scansare dal ripeterlo.

Per tagliar corto: facciamo di tutto per peggiorarlo.

Il fondo Valli sono ormai riempiti di capannoni, depositi carburanti, centri di vendita, stazioni di carburante, strade stradette e ferrovia.

Nel nostro caso, di Castione, ci stiamo incamminando su questa mulattiera. Ci s’inebria nel sol pensare e si prova un certo senso di goduria fisica. Si vuole la Città mercato, non la città culturale, dinamica, intraprendente, propositiva: nostra e non di altri. Dobbiamo essere noi ad avere le leve di comando e non lasciarle all’avventuriero spregiudicato ammaliatore con le parole ma schiavista nei fatti.

Il Piano di Castione, già tritato, lo vuole chiamare Piano del super mercato, delle illusioni, del niente?

Se vogliamo questo: avanti Savoia.

La nostra propensione (inclinazione) baliagistica e ossequiosa e sottoposta verso il “principale”non invoglia a essere più orgogliosi della nostra Terra e di dargli il rispetto che si merita.

Delle Valli ci s’interessa ancora meno, ci illudiamo che la loro bellezza e prestigio storico-archttetonico-paesaggistico possa- lui, ma è già intaccato-dargli vita e prosperità. Si stanno trascurando in modo peccaminoso La Gestione del territorio alpestre e forestale. Il bosco sta colonizzando sempre più rapidamente i pascoli, gli spazi vuoti. Dove mandiamo il turista, gli diamo la motosega?

Questo per dire che non abbiamo intraprendenza, forse sola furberia, ci accechiamo dei bagliori delle luci della ribalta: e voilà.

Se Castione, meglio i tifosi dell’ACB, vogliono lo stadio devono sapere che lui stesso non riesce a mantenersi: è sulle spese. Che fanno allora i furbi, ci attaccano là commerci di vendita, aleatori luoghi d’incontro, una finta Piazza del Pese (decentralizzata e chiusa dopo un certo orario, con telecamere e altro), milioni di persone che vanno e vengono, magari lasciano qualche franco, non a noi, e se ne vanno buttando la carta per terra e le lattine di Coca Cola o di Red Bull. Ecco questo sarà il nostro lavoro: stare alle ricevitorie delle scommesse, raccattare e stare in colonna.

Dove va a finire la Coscienza Svizzera, Ticinese, del proprio villaggi o città?dietro la vetrina: con il vetro, magari Turco o Cinese.

Ritornando al Piano di Castione lo stesso è stato inserito quale territorio interessante nella legge del 1940, più allora che adesso sapevano valutare l’importanza della Piana: non ricoprirla di cemento.

Tanto disappunto crea, inoltre, la locazione edile - industriale della più importante attività di fornitura d’inerti per la nostra prosperosa edilizia, tanto si diceva, per contro, che è stata premura concedere una bella fetta di un terreno, proprio a fianco di quest’ultima, e assegnare a deposito di scarti edili forse altro ancora.

Chissà che noi cittadino dovrebbe fare dono a chi di competenza un inginocchiatoio con dei cuscini: le ginocchia fanno male a stare in permanenza in questa posizione.

a.g.