associazione per il miglioramento ambientale di Castione
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S.Molinari Pian Scairolo Quo Vadis? CdT2.11.10

Pian Scairolo quo vadis?


■ Da oltre 40 anni abito nel tanto discusso Pian Scairolo; ho quindi avuto modo di seguire da vicino il suo enorme sviluppo demografico e veicolare. Alcuni giorni fa ho partecipato a Barbengo alla serata che doveva essere informativa circa la nuova sistemazione e destinazione del piano. Ho vo­luto partecipare convinto di poter trarre qualche utile indicazione da questo incontro, ma purtroppo, come si usava dire: som nai in un sac e som tornaa in un baul , per dire quindi che da questo pubblico dibattito nulla o quasi nulla è trapelato. I relatori incaricati che dovevano illustrare nei det­tagli le giuste coordinate della soluzione del piano viario sono stati infatti molto vaghi e poco determinati nell'illustrare la prevista sistemazione. Tutti hanno parlato ma in conclusione senza dire nulla. Le solite parole di circostanza già sentite e risentite centinaia di volte. Ha fatto la voce grossa solo il già sindaco di Grancia, ma è evidente questo suo incedere, perché Grancia in questo contesto è il Comune che più ha beneficiato economicamente in quanto tutti i centri commerciali sono ubicati sul suo territorio. Per il resto, i soliti complimenti reciproci, scambiarsi la palla fra Comuni e autorità cantonale e relativi timidi battimani sprecati perché nessun intervento di rilievo è sbocciato nel corso della discussione.
Per quanto attiene al piano preventivato, io un po' duro di comprendonio, per quel poco che ho capito, lo ritengo studiato con superficialità e indecisione, comunque molto fantasioso nel suo contesto e sviluppato con una megalomania che in questo nostro Ticino sta contagiando un po' tutti. Iniziando con le vedute faraoniche del sindaco di Locarno, riprese in modo evidente da Marco Solari con il suo Festival e il progetto San Gottardo AlpTransit e ora confermate in questo piano particolareggiato del Pian Scairolo.
Morale della favola: mi torna spontaneo dire che dopo anni di studio, dopo la nomina di commissioni varie, la soluzione per questo specifico problema è ancora di là da venire. La situazione del piano è un facsimile delle altre pendenze viarie stagnanti sui tavoli delle autorità: la circonvallazione di Agno e dintorni, il collegamento autostradale con Locarno, il proseguimento verso il confine dell'AlpTransit.
Capisco perfettamente che il problema del Pian Scairolo è complesso: ma noi cittadini abitanti nella zona esigiamo di essere meglio coinvolti e informati in modo chiaro e convincente circa la destinazione delle modifiche stradali, allargamenti, restringimenti, nuovi raccordi e relative rotonde. Sino ad ora invece solo se e ma e tanta incertezza.
Per concludere e per tornare alla recente serata informativa di Barbengo, oso dire che è stata veramente deludente e se il partito che l'ha organizzata intendeva anticipare la campagna elettorale, sicuramente è stato un fiasco assoluto. Devo altresì dire che al termine della riunione molti dei pre­senti, si sono uniti al mio modo di pensare, quindi vi assicuro che io non sono la sola voce nel deserto e unanimi s'ebbe a concludere con un saggio antico motto di prudenza: fare il passo secondo la gamba. Sicuramente, questa mia lettera sarà motivo di critiche ma se le stesse, potessero in parte essere utili alla causa, ben vengano.
Sergio Molinari,
Noranco