associazione per il miglioramento ambientale di Castione
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ASPETTO FINANZIARIO RIQUALIFICA DI CASTIONE

Riassunto critico per chi non ha letto tutta la documentazione e per chi l'ha letta ma non l'ha capita
MM 312

IN MERITO ALL’ASPETTO FINANZIARIO DELLA “RIQUALIFICA” DI CASTIONE

L’esigenza di verificare la sostenibilità finanziaria dell’operazione

Questo è quanto dispone la Legge cantonale d’applicazione

della legge federale sulla pianificazione del territorio (LALPT)

Art. 24 Definizione e scopi

1Il piano regolatore è lo strumento di programmazione delle attività di incidenza territoriale a livello comunale. Esso deve essere adottato da ogni Comune.

2Il piano regolatore organizza e disciplina le attività d’incidenza territoriale in funzione dei bisogni di sviluppo per i prossimi quindici anni. Esso deve essere commisurato alla capacità finanziaria del Comune.”

Si tratta di esigenza che è ripresa anche all’articolo 19 della nuova Legge sullo sviluppo territoriale (LST), legge che però non è ancora applicabile nella precedente procedura. Questi concetti sono in sintonia con quanto contempla l’articolo 151 della Legge organica comunale (LOC) e sviluppati agli articoli da1 a 5 del Regolamento sulla gestione finanziaria e sulla contabilità dei comuni nei quali vengono esposti i principi della gestione finanziaria.

La verifica della sostenibilità

A pagina 3 del messaggio municipale no. 312 del 6 agosto 2012 accompagnante la variante di PR “Comparto Castione” è dato di leggere:

“Tenuto conto di un periodo di realizzazione di ca. 15 anni, l’importo a carico del Comune è sopportabile e commisurato alla capacità finanziaria”

A fronte di un’operazione di 32 milioni, con possibilità di sforamento di questo tetto, meno di una riga e mezza in un documento di oltre 200 pagine! Un’affermazione che, sostanzialmente, altro non è se non in un lapidario e riduttivo, al di là di ogni limite, “copia-incolla” con matrice l’articolo 24 LALPT. Non una sola parola, tanto per fare un esempio, sulle possibili ripercussioni a livello del moltiplicatore d’imposta. Ripercussioni che vanno prese in considerazione per ammissione del capodicastero Piannificazione del territorio, Renzo Bollini, nella seduta del Consiglio comunale del 25 ottobre scorso. Non una sola parola nel rapporto della Commissione delle opere pubbliche, l’unica ad aver redatto un rapporto sul messaggio municipale. Stando ai testi della LOC e del Regolamento comunale, l’assenza di un rapporto della commissione della gestione potrebbe configurare una situazione di illegalità.

A pagina 3 del messaggio municipale vengono presentate la ripartizione dei costi e le modalità di copertura. A questa elencazione, di due volte quattro importi, fa seguito la sopraccitata frase sulla commisurazione alla capacità finanziaria.

Il medesimo quadro viene riproposto a pagina 4 del Rapporto pianificazione dell’agosto 2012. A pagina 62 vengono nuovamente riprese le quattro posizioni dei costi e i parametri (ipotesi di lavoro) utilizzati per determinare i costi stessi. Si tratta di stime per cui anche i costi sono tali. Sul grado di approssimazione, non si hanno riscontri esaustivi. L’unico dato attendibile che può servire per un’estrapolazione è quello della tabella 12-1 a pagina 20 del capitolo “VI. Verifica viabilità”. Si fa stato di una banda d’oscillazione del ±30%. Ne consegue, che non si può escludere una lievitazione fino a 41.6 milioni di franchi.

A pagina 63 del Rapporto di pianificazione viene presentata una tabella ricapitolativa dei costi suddivisi per tipo e luogo d’intervento nella quale vengono ripartite anche le singole quote a carico.

Già di primo acchito, fa specie la semplice diluizione dell’importo complessivo in 15 quote annue uguali, quando dal programma indicativo di realizzazione a pagina 64 si evince che il costo delle opere in priorità A, da eseguirsi nei primi 3 … 4 anni, ammonta a 19.2 milioni (all’incirca i 2/3 dei 32 milioni), i contributi di miglioria a 7.266 milioni e l’onere a carico del comune a 4.524 milioni.

La posizione che pone i maggiori interrogativi è quella dei contributi di miglioria. Questo già perché essa è lungi dall’essere consolidata. Nell’esaminarla non va perso di vista il fatto che il Gruppo Marti (Mancini & Marti e Scerri) è proprietario della metà dei terreni nella zona edificabile a ovest della ferrovia. Ora, l’assetto viario che serve questa proprietà risponde già attualmente alle necessità della ditta. Lo si ammette del resto esplicitamente nel messaggio municipale stesso (capitolo VI. Verifica viabilità”). Quindi non dovrebbe essere data la presunzione del vantaggio particolare (art. 4 LCM) che legittimerebbe un’imposizione di nuovi contributi, in aggiunta a quelli (oltre un milione) che la ditta aveva già pagato per le opere stradali del cavalcavia nord.

Bisogna inoltre tenere presente che a carico delle singole proprietà andranno anche importi dell’ordine di decine se non addirittura di centinaia di migliaia di franchi, per cui gli assoggettati ai contributi vorranno vederci chiaro prima di accollarseli e lo faranno ricorrendo ad avvocati. A fare chiarezza saranno quindi i tribunali che sono, in successione, il Tribunale delle espropriazioni, il Tribunale cantonale amministrativo (TRAM) e il Tribunale federale. I contributi di miglioria saranno quindi cresciuti in giudicato soltanto dopo che l’ultima di queste istanze si sarà pronunciata.

C’è poi l’interrogativo delle aliquote di prelievo: urbanizzazione generale applicando l’aliquota fra il 30 e il 60% o urbanizzazione particolare nel qual caso farebbe stato l’aliquota fra il 70 e il 100%. In merito ai criteri circa scelta del tipo d’imposizione ecco quanto recita l’articolo 3, Opere che danno luogo a contributo, della Legge sui contributi di miglioria (LCM):

2Per urbanizzazione generale si intende l’allacciamento di un territorio edificabile ai rami principali degli impianti di urbanizzazione, segnatamente alle condotte dell’acqua, dell’approvvigionamento energetico e delle acque di rifiuto nonché a strade ed accessi che servono direttamente il territorio edificabile.

3L’urbanizzazione particolare comprende il raccordo dei singoli fondi ai rami principali degli impianti di urbanizzazione, nonché alle strade di quartiere aperte al pubblico e alle canalizzazioni pubbliche.

Nel messaggio municipale si prevede di assoggettare al 70%, quindi quale urbanizzazione particolare, anche il nuovo cavalcavia sud e relativo innesto, come pure la strada di raccolta nella zona ovest. La quota dei costi per il calcolo del contributo di miglioria è di 9.7 milioni. Al 70% fanno 6.79 milioni.

La definizione “strada di collegamento” non è di fantasia E’ ancorata nella Legge sulle strade (Lstrade). All’articolo 5, quali strade di raccolta vengono designate quelle che:

“hanno lo scopo di raccogliere e distribuire il traffico, di garantire i collegamenti locali e, se questo scopo non è pregiudicato, di servire i fondi.”

Se questa funzione rientri fra quella indicata all’articolo 3, cpv. 3 LCM per le opere di urbanizzazione particolare, assoggettabili al 70%, è ancora tutto da dimostrare. Lo è anche perché per le opere concernenti le strade designate come di raccolta nella zona est si prevede l’imposizione al 40%. Un’applicazione differenziata del concetto a dipendenza della zona è possibile? Non si sconfina nella disparità di trattamento?

Sono entrato nel sito dov’è possibile consultare le decisioni emanate dal Tribunale di espropriazione. Digitando la parola “raccolta” si può accedere a 34 sentenze. Quelle che trattano delle strade di raccolta sono una decina. In nessun caso si ha un’imposizione di questo tipo di strade come urbanizzazione particolare. Devo precisare che le decisioni visionate non riguardavano contestazioni del tipo di urbanizzazione previsto.

La conclusione che mi sento legittimato a trarre sulla base degli elementi a disposizione nel messaggio municipale è che l’imposizione al 70% per le strade di raccolta nella zona ovest è una questione aperta. Non era forse compito del Municipio di giustificare la sua scelta d’imposizione e dei consiglieri comunali di esigere un chiarimento?

A maggior ragione se si considera che la riduzione dell’aliquota di prelievo dal 70% al 40%, secondo i criteri fissati a pagina 62 del Rapporto di pianificazione, avrebbe quale conseguenza di ridurre i contributi di miglioria da 6.79 milioni a 3.88 milioni con un divario di 2.91 milioni. Che andranno a carico di chi? Della quota a carico del Comune che, in tal caso, lieviteranno da 4.524 a 7.434 milioni, oppure si ribalteranno (in tutto o in parte) anche sulla zona est, in aggiunta al milione già previsto. Con quali conseguenze visto che il perimetro d’imposizione non è conosciuto e che la legge non impone di fornire questa informazione allo stadio attuale della procedura.

Non bisogna però dimenticare che tanto nel messaggio municipale (pagina 2), quanto nel Rapporto di pianificazione (pagina 56) e nel rapporto della Commissione opere pubbliche (pagina 1) si fa esplicitamente stato dei vantaggi che ridonderebbero anche alla zona residenziale (est) dall’attuazione del cavalcavia sud e, conseguentemente, della strada di raccolta ad esso collegata.

C’è da scommettere che la risposta a questi interrogativi verrà data dai tribunali. Per ora, il municipio può soltanto formulare delle ipotesi che sono destinate a rimanere tali, ma non può dare nessuna assicurazione.