associazione per il miglioramento ambientale di Castione
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ARBEDO CASTIONE IN DIFFICOLTÀ

IL COMUNE DI ARBEDO – CASTIONE IN DIFFICOLTÀ?

di Davide Cattaneo, Castione

Premetto che questo mio esposto è prettamente personale e prende spunto dai miei otto anni di appartenenza al consiglio comunale, commissione della gestione e azienda acqua potabile del comune di Arbedo – Castione giunti ormai al termine in quanto, per lo meno per la prossima legislatura, ho deciso di fare una pausa e non ricandidarmi.

Parte di quanto espongoin questo scritto era giàmia intenzione esplicitarlo durante l’ultima seduta del consiglio comunale del mese di dicembre 2015 in quanto avevo firmato con riserva il preventivo 2016 ed era mia intenzione mostrare la mia opinione sul nuovo piano finanziario 2016-2019. Non ho potuto farlo siccome assente per malattia. Lo cercherò di fare con questo esposto.

Non voglio entrare nel merito sul voto popolare del 18 ottobre 2015 inerente il processo aggregativo (la volontà popolare va rispettata) ma a questo punto ritengo doveroso che la cittadinanza sappia che conla decisione di essere “autonomi” i futuri rapporti con la città di Bellinzona ed altre strutture pubbliche e/o private potrebbero essere molto difficoltosi sia dal profilo finanziarioche a livello di erogazione di servizi pubblici.

È vero che entrando nella nuova Bellinzona ci sarebbero state altre incognite sicuramente faticose e laboriose ma certamente la prospettiva futura del nostro comune, con la situazione attuale, sarà molto ardua. Lo dicono anche i piani finanziari del 2015-2018 e 2016-2019, in modo susseguente, (documenti elaborati dall’attuale Municipio in carica) che in un soloanno di distanza fra i due prevedono un peggioramentodelle capacità finanziarie e di conseguenza di quelle operative del Comune.

A mio parere esiste un problema di non facile soluzione: il comune è troppo grande per il tipo e l’organizzazione amministrativa nel suo complesso (ad esempio manca un perenne servizio giuridico, un ufficio tecnico più performante, una nozione d’implementazione di governo pubblico d’impresa, una cultura del controllo del servizio interno, un processo interno sulla qualità, un piano dettagliato delle opere,….). Aspetti organizzativi questi ultimi caldeggiati, nell’implementazione, anche dagli enti locali cantonali al fine di migliore la qualità e la trasparenza nei confronti del cittadino. Concetti che, nella loro sostanza, prendono spunto da fonti di diritto superiore cantonale e federale che hanno un’ origine anche in principi d’impresa pubblica dell’organizzazione internazionale OSCE di cui la Svizzera fa parte.

Per di più ci sono delle insidie che sono molteplici per l’amministrazione comunale così come è ora organizzata fra cui, ad esempio, la “solita” pianificazione di Castione ed anche per il resto del comune; una valle da gestire dal lato soprattutto territoriale; la futura stazione TILO; il fervore edilizio attuale che richiede molta attenzione da parte delle autorità per non compromettere in via definitiva il territorio; i problemi sociali della fascia sub-urbana del comune; la viabilità in senso lato; l’aggiornamento del piano smaltimento acque chiare e scure (a causa dell’edificazione intensa); la messa in opera in modo più coordinato dell’acquedotto in modo intercomunale, ecc…..

Analizzando soprattutto l’ultimo piano finanziario sono dell’idea che il cittadino dovrà pagare di “più” (imposte dirette e tasse causali) per fare in modo che il comune stia “a galla” senza progredire di molto con i servizi e gli investimenti. Anche se, bisogna dirlo, forse in passato si sono effettuati investimenti e finanziamenti di servizi in modo più marcato rispetto ad altri portandoci ad una situazione di squilibrio. In futuro si dovranno necessariamente stabilire delle priorità in modo più pianificato: sarà una necessità!

A proposito degli investimenti, con la prospettive future i ritmi diminuiranno forzatamente pur avendo attualmente un costo del denaro molto basso e degli ammortamenti al di sopra del limite legale (se non sbaglio 8%). Si potrebbero avere quindi probabili ritardi come, ad esempio, per le opere di pianificazione di Castione e l’edificazione delle nuove scuole elementari/medie ed asilo a Castione.

Stesso discorso per l’azienda acqua potabile che a mio avviso sta arrivando, in un periodo non troppo lontano, al massimo della sua capacità (visto soprattutto l’attuale fervore edilizio!) e che per mantenere un servizio con una certa qualità si dovranno aumentare forzatamente la tariffe di acqua potabile (aumentata già in poco tempo) e procedere a degli investimenti necessari ed indispensabili con un ritmo sui venti anni di circa 1 mio. all’anno (cifre importanti da non sottovalutare). Per di più la stessa azienda si trova con un forte indebitamento e pagamento oneri finanziari che, se teoricamente lasciata “sola” senza l’aiuto del comune, non potrebbe probabilmente addirittura accedere a finanziamenti esterni. Quest’aspetto porta la stessa azienda ad avere ritmi rallentati per investimenti e servizi ora che il comune si sta ingrandendo: è una difficoltà daaffrontare subito con soluzioni il più rapide possibile!

Inoltre quest’azienda, con la dimensioni attuali e probabilmente future, dovrà forzatamente chiedere una collaborazione con le AMB di Bellinzona, come già attualmente avviene in parte. Ma, in futuro, a quale prezzo e con quali modalità operative? Noncredo a quello politico come ora ma sicuramente a copertura dei costi. Questi costi accresciuti ed il ritardo nell’adeguare, come sempre più richiesto, l’’azienda con un organizzazione in conformità con ledisposizioni cantonali, sempre più esigenti, dove porteranno la stessa? Problemi difficili da risolvere siccome inoltre le leggi superiori obbligano una simile azienda, equiparata ad una che eroga “derrate alimentari”, ad avere determinate funzioni professionali adeguatamente formate ed un’organizzazione in base, al già citato, governo pubblico d’impresa.

Concretamente e brevemente l’aggravamento delle finanze comunali consisterà in un probabile scarso ed incerto aumento del gettito fiscale; inun aumento a breve del moltiplicatore d’imposta attorno al 100 % (fra pochissimi anni); nei sempre più grandi travasi di oneri dal Cantone ai Comuni; nell’evoluzione verso il basso del contributo perequativo, nei futuri accordi con la città di Bellinzona non più a prezzi politici (AMB, Polizia,…), in una diminuzione del tasso d’ammortamento dal 13 al 10 %; in un peggioramento dell’autofinanziamento (la quota d’imposta destinata al finanziamento degli investimenti) che porterà ad un aumento del debito pubblico; in una diminuzione dal capitale proprio; al ribasso della partecipazione agli utili della AMB; all’ aumento progressivo delle tariffe d’uso dell’acqua potabile; nell’ aumento delle tasse d’allacciamento dell’acqua potabile; a degli investimenti (proporzionati all’attuale capacità dell’azienda) molto gravosi per l’azienda acqua potabile, ed infine il probabile aumento di altre tasse causali (ad esempio spese di cancelleria, tasse licenze edilizie,…). Tutti aspetti descritti nell’ultimo piano finanziario del comune in aggiunta anche al fatto che il moltiplicatore aritmetico potrebbe superare la soglia del 100 %. A comprova logica di questa tendenza vi è anche il preventivo 2016 che prevedeva un disavanzo di circa 800'000 CHF (poi mitigato dalla decisione del legislativo di portare dal 87% al 92% il moltiplicatore politico). A questo punto possiamo anche chiederci: ma il consuntivo 2015, che di solito viene presentato al consiglio comunale nella primavera (per legge entro il 30 aprile) e che per consuetudine e tradizione a fine quadrienno viene presentato prima del rinnovo delle cariche pubbliche al legislativo, saràanch’esso “in rosso”? Io non lo so ma staremo a vedere……

Il quadro descritto è sicuramente preoccupante per il peggioramento delle capacità finanziarie del comune anche se, bisogna dirlo, è una tendenza riscontrabile a livello cantonale in altri comuni dovuti ad un peggioramento economico strutturale e congiunturale in atto da diversi anni. Non siamo comunque alla “canna del gas” (in confronto ad altre realtà magari non troppo lontane) ma bisogna stare attenti e non sempre, per risparmiare, si deve tagliare nelle spese correnti in modo (forse) lineare ma anche prevedere utili investimenti per il futuro. Di sicuro e che ora abbiamo un debito pubblico al di sotto della media cantonale (debito occulto?) ed un costo di finanziamento basso che ci possono “aiutare” a reggere meglio gli aumenti di spesa indicati. Ma fino a quando questi benefici, che saranno forse passeggeri, potranno reggere un aumento repentino dei costi? Inoltre alcuni anni fa il comune aveva chiuso i conti in cifre nere ma ciò era dovuto spesso al fervore edilizio che aveva portato incassi maggiori per il comune in un contesto però di “bolla”. Ma quando questa, molto probabilmente, si esaurirà quale sarà la base del gettito fiscale?...il futuro è incerto e quindi le finanze comunali sono attualmente in “chiaro/scuro”.

Di conseguenza sarà in grado un comune così “piccolo” concepire delle infrastrutture di base per uno sviluppo coordinato dell’economia in modo articolato e duraturo nei tempi con la sua attuale organizzazione? Per fare ciò cisi dovrà forzatamente rivolgere ad altri enti ma a quale prezzo? Incognite ardue….

A questo punto bisogna essere chiari con la popolazione e ribadire espressamente quanto descritto soprattutto nell’ultimo piano finanziario che è quello vincolante. Il politico non deve illudere nessuno. In estrema analisi voglio far osservare alla cittadinanza, che tra poco andrà a votare, di valutare bene a chi dare il voto. I nostri prossimi rappresentanti dovranno affrontare sfide difficili e ci sarà la necessità di avere qualità negli eletti (con tempo a disposizione, preparazione e formazione continua). Non da ultimo gli stessi avranno il compito non facile di negoziare, soprattutto con la nuova Bellinzona ed altri enti pubblici, tutta una serie di servizi che prima venivano elargiti tramiteconsorzi che non ci saranno più. Per di più il comune di Bellinzona istituirà degli enti autonomi di diritto pubblico per determinati servizi che, di base, agiscono sul principio della contabilità dei costi e devono essere “autonomi” nella loro gestione attraverso, spesso, dei mandati di prestazione. Con essi non si potrà più, molto probabilmente, sperare in un prezzo politico. La collaborazione, come già sopra detto, avverrà ad un costo il più effettivo possibile.

A voi quindi la scelta dopo avere capito l’oggettività dei problemi futuri, ed auguri ai nuovi eletti che in ambito negoziale partiranno, credo, in una posizione non facile, nella speranza che ottengano un buon risultato per i cittadini. Infatti molti di essi in questo momento, nella loro umanità, si trovano ad affrontare, spesso da soli, una società in fibrillazione con problemi sempre più difficili e con poco spazio di manovra (si pensi ad esempio alla disoccupazione giovanile e alla più spesso precarizzazione del modo lavorativo). Forse sono tutti questi problemi e preoccupazioni (almeno in parte) che il cittadino vive, sempre dipiù in modo individuale, che lo portano a non più interessarsi del bene comune ma a vivere nel “suo guscio leccandosi le ferite”….Che sia il lato negativo della nostra realtà attuale con poco spirito di solidarietà da parte del prossimo?

Oltretutto la situazione finanziaria comunale descritta deve essere inserita anche in un’ottica di cambiamenti istituzionali che, nell’ambito del processo aggregativo della nuova Bellinzona, nella sua essenza ed importanza sono l’espressione di emanazioni di enti locali pensati nell’ambito di una corrente di pensiero neo-liberale con la centralità la finanza e non come in passato il cittadino: corrente di pensiero da me non sempre condivisa negli aspetti fondanti (sipensi ad esempio alla cancellazione delle privative nei comuni con la eventuale sostituzione della partecipazione agli utili delle aziende elettriche e alla creazione di enti autonomi di diritto pubblico). Poche parole sono state espresse in questo senso, nella discussione sull’aggregazione, e credo che nei dibattiti la “filosofia” di base non è stata approfondita in quanto è anche di non facile comprensione. Difatti si parla sempre più di concorrenzialità, fra regioni/comuni e più “autonomia” nei processi decisionali. Si parla anche molto di indici finanziari sui conti pubblici e si mette in discussione sempre più il modello perequativo cantonale e addirittura federale mettendo di fatto le varie istituzioni “l’una contro l’altra” in modo aggressivo in particolare in ambito fiscale giocando al “massacro” e non creando ricchezza come in passato bensì, ed è questa l’essenza del sistema neo-liberale, all’estrazione della stessa distruggendola e creando alla fine un campo dove sono passati sciami di cavallette. In questo contesto poi si inserisce l’eterna domanda se lo stato debba creare o distribuire la ricchezza…sembra però che la tendenza sia ne una ne l’altra ma solo essere “sorvegliante” di un mercato che la distrugge.

Questo processo dura da anni e piano piano coinvolge, anche in modo inconscio, ognuno di noi modificando nel tempo stili di vita ed abitudini. Ma dove sta la vecchia concezione di stato liberale con centralità l’essere umano, la responsabilità individuale, la solidarietà in senso lato con particolare accento sulla solidarietà fra generazioni? (si pensi ad esempio ai giovani che approdano nel mondo del lavoro sempre più penalizzati rispetto agli altri più anziani entrati con altre condizioni).

Tutto, in modo impercettibile, è messo in discussione in modo lento, arrivando anche a concepire una socialità di stampo ottocentesco e caritatevole creando quindi insicurezza e, ad un estremo ipotizzabile, anche il non più rispetto dello stato di diritto da parte degli esclusi. Ebbene, per arrivare alla realtà comunale, come farà un comune “piccolo” come quello di Arbedo – Castione ad interagire in questo mutato contesto con le sue limitate risorse di mezzi, d’organizzazione e finanziari? Come potrà assumersi dei ruoli più “autonomi” e di concorrenzialità senza avere una certa minima grandezza? Chi sarà eletto dovrà assumersi più responsabilità gestendo, almeno inizialmente, una “navigazione a vista” senza avere delle priorità ben chiare. Non sarà facile sebbene, occorre dirlo, con il passare del tempo vi è stata una reazione degli enti pubblici per mitigare gli effetti indesiderati sopra descritti (vedi ad esempio la convenzione per uso suolo pubblico da parte delle aziende elettriche al posto delle privative, la carta dei valori per la nuova Bellinzona ed altre disposizioni entranti per limitare una spinta liberalizzatrice magari portandoci al non meglio “protezionismo”) ma ciò non basta!

Rapidissimamente vorrei anche far rilevare un ulteriore aspetto che mi preme molto da lungo tempo e forse noto agli elettori.

In questo momento sul territorio del comune stiamo assistendo ad un fervore edilizio intenso causato principalmente dal fatto che, fino a poco tempo fa, il costo del denaro era basso e le banche elargivano molti crediti ipotecari in modo inteso e ciò fino a quando l’autorità di vigilanza ha recentemente imposto parametri più stretti. Ma cosa sta succedendo?

Si costruisce dappertutto in modo veloce basandoci su un piano regolatore, nel suo complesso, non più al passo coi tempi che scorrono veloci. Stiamo distruggendo territorio in modo non qualitativo. Invito quindi i futuri eletti a prendere in considerazione una nuova ed urgente modifica del PR (forse siamo già in ritardo), con una collaborazione intercomunale, in modo da migliorare efficacemente una situazione che a vista d’occhio sta degenerando. È quindi imperativamente necessario che i cambiamenti vengano effettuati applicando le norme superiori cantonali e federali in tema di pianificazione che (finalmente) danno dei parametri più a misura d’uomo per uno sviluppo sostenibile del territorio. Ne va della nostra qualità di vita ma anche delle nostre eventuali proprietà che, se inserite in un quadro edilizio precario, potrebbero perdere nel tempo di valore. Attenzione….

Riallacciandosi, infine, a quest’ultima riflessione occorre menzionare la decisione d’approvazione del Consiglio di Stato del 23.12.2015 sulla variante di piano regolatore di Castione con relativi annesse decisione sui ricorsi. È sicuramente doveroso iniziare dicendo che la decisione non è definitiva, poiché varie persone hanno ricorso al Tribunale amministrativo cantonale fra cui il Municipio come appreso dalla stampa. Non voglio sostituirmi all’autorità giudiziaria ed aspetto serenamente la sentenza che andrà in giudicato e che sarà sicuramente da rispettare ma mi si lasci esprimere la mia personale opinione in merito. Infatti da un’attenta lettura del documento traspare, a volte implicitamente eda volte esplicitamente, che la pianificazione del comparto (in particolare e soprattutto per la zona ovest) non ha rispettato diverse leggi d’ordine superiore. Se la decisione del CdS dovesse essere approvata dal TRAM o dall’istanza superiore federale, nella sua integrità o parzialità, al comune sarebbe rimproverato di non avere rispettato, nell’ambito dell’implementazione della legge e cioè il PR, non solo concetti di pianificazione cantonali di derivazione federali (ad esempio un sovradimensionamento del PR, una non conformità del PGS, una non applicazione corretta della nozione delle zone di pericolo ed un non rispetto di concetti di piano direttore cantonale quali le schede d’attività economiche, di generatori di forte traffico e di sviluppo dei poli economici) ma di non aver rispettato pure articoli costituzionali federali (ad esempio l’ipotetico effetto confiscatorio della proprietà fondiaria a causa dei previsti contributi di miglioria) che in una sua origine lontana riprendono principi fondamentali della convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU). Se ciò dovesse essere sentenziato il cittadino dovrebbe porsi delle domande poichél’ente più “piccolo” a livello federale non avrebbe applicato dei principi fondanti del nostro stato. Inoltre spesso, su domande precise in merito a situazioni precarie di pianificazione (visibili anche ad un profano) ed estremamente palesi in contraddizione al comune senso di ordine edilizio (comprendente la nozione dell’estetica, della vivibilità e dell’economicità), mi sono sentito dire che ciò rispettava le norme di piano regolatore (PR) e quindi la legalità. A questo punto però è necessario specificare, nel suo significato, il concetto di legalità che deve essere sempre accompagnato dalla legittimità. Quest’ultimo concetto è fondamentale ed è un concetto generale che da origine alla nostra costituzione federale. Infatti tutte le norme legali devono rispettare principi costruenti di legittimità (di derivazione dei fondanti diritti dell’uomo) in uno stato di diritto e cioè ad esempio la libertà personale (che comprende la libertà economica), la parità di trattamento, la non discriminazione, la tutela della famiglia e dulcis in fundo anche l’ambiente. Quindi tutte le leggi pianificatorie devono rifarsi ad un rigorosorispettoso del territorio e nei gradini inferiori ciò deve rispecchiarsi nel PR comunale. Addirittura una norma legale, violando una legittimità astratta riferibile ad un senso comune del vivere quotidiano, potrebbe essere annullata dalle autorità giudiziarie anche se in Svizzera non esiste una vera e propria corte costituzionale. Che sia quindi il caso, con le dovute proporzioni, anche per le norme legali comunali del nuovo comparto di Castione? Staremo a vedere ma comunque bisogna stare attenti a non spostarsi, in modo magari crasso, al di fuori della legittimità.

Conclusione: che il comune di Arbedo – Castione sia in difficoltà?

Marzo 2016