associazione per il miglioramento ambientale di Castione
associazione per il miglioramento ambientale di Castione

ALLARME!!!

È questo che il Municipio di Arbedo Castione vuole?. Poco o niente valgono le assicurazioni che la piaga di questa attività si possa tenere a bada.Red.)

 

 

Luci rosse Sfonda la porta e aggredisce una ragazza 

Tre episodi di violenza in pochi giorni - Il racket ora avanza 

 

■ Un pericoloso gruppetto di cittadini dell'Est, tre o quattro, si è presentato una decina di giorni or sono, a quanto pare armato, minacciando gli addetti alla sicurezza di un locale a luci rosse per poi allontanarsi in fretta e furia dopo aver visto che era stato avvertito il 117, la Polizia. Un altro straniero - conosciuto in passato per aver fatto il buttafuori in una discoteca del Sottoceneri e oggi residente in Italia - è piombato in un altro postribolo alle due di notte: come una furia ha sfondato la porta, è salito da una ragazza e l'ha intimidita, sia verbalmente sia fisicamente, mettendole, ad un certo punto, pure le mani addosso. Poi, l'aggressione ai danni di un albanese avvenuta all'esterno di un terzo ritrovo con donne a pagamento da parte di cittadini rumeni per una questione legata, probabilmente, all'ambiente del meretricio. Questi sono solo alcuni degli ultimi, preoccupanti, episodi verificatisi all'esterno o all'in­terno di postriboli del Luganese.
I timori, più volte ventilati in passato, si stanno dunque avverando: l'ombra del racket sul mondo delle luci rosse ticinesi esce sempre di più allo scoperto e rischia adesso di allungarsi. All'improvviso, pare dunque di tornare indietro nel tempo quando, una manciata di anni fa, il Ticino, in più di un'occasione, registrò degli attentati ai danni di locali e alberghi che ospitavano prostitute. Gli scoppi e gli incendi era­no stati preceduti da visite minacciose da parte di personaggi che volevano lucrare alle spalle di questo mondo promettendo tranquillità. In qualche caso la Polizia riuscì ad individuare e ad arrestare gli autori di questi gravi episodi. Seguirono quindi i processi con le relative condanne.

«Pizzo» in cambio di protezione
Nessuno nell'ambiente ne ha mai parlato e ne parla volentieri, ma tra gli addetti ai lavori c'è preoccupazione. Non si tratta, per ora, di episodi chiassosi, ma i segnali striscianti parlano chiaro: i protettori, coloro che controllano il lavoro delle proprie «assistite», incassando una buona fetta degli utili, si avvicinano sempre più minacciosi nei pressi degli edifici in cui si svolgono attività a luci rosse. Il copione è sempre quello: in cambio di un «pizzo», di una percentuale cioè sulle entrate, prometto­no alla ragazza protezione, scoraggiando la concorrenza quando si fa marcata ed invadente. Si tratta di presenze sgradite per i gestori dei locali che vogliono evitare cattive sorprese, violenza e, non da ultimo, una pubblicità negativa. C'è chi ha già rafforzato i sistemi di sorveglianza e aumentato gli addetti alla sicurezza. Qualcun'altro, confrontato con episodi di prepotenza e maltrattamenti, ha inoltrato denuncia per violazione di domicilio o vie di fatto. Ci sono anche delle registrazioni video e dei testimoni che però preferiscono non parlare, per paura di ritorsioni.
La polizia indaga
Il fenomeno è comunque noto tra le forze dell'ordine, che stanno indagando in modo discreto. Il gruppo Teseu della polizia cantonale, istituito per combat­tere i reati legati al mondo della prostituzione, ad iniziare dalla tratta di esseri umani, sta assumendo delle informazioni. Si vuole evitare che su un settore intorno a cui girano interessi milionari e che fino ad oggi era contraddistinto da una gestione in qualche modo «nostrana», si allunghino le mani di organizzazioni criminali. Fatto, questo, che purtroppo è già avvenuto. Ai «parenti» che accompagnavano le «nipoti» a lavorare in Svizzera, adesso si sono sostituiti uomini appartenenti ad organizzazioni vere e proprie. La crisi si fa sentire anche nel mondo della prostituzione ed ecco che, inevitabilmente, i protettori cercano di spremere da una parte le prostitute e quando è il caso, tentano il gioco con i gerenti.
La crisi si fa sentire
Ci sono locali che in passato nel fine set­timana avevano a volte difficoltà a fare entrare la clientela che arrivava ad on­date dalla vicina Italia. Adesso la media delle presenze durante il weekend è di 100-120 persone. In pratica, per alcuni gestori, si tratta del 40-50% in meno. Le sudamericane sembrano sparite: sul mercato sono presenti sempre più ru­mene. Meno clientela ma anche meno ragazze. In diversi bordelli ci sono nu­merose camere libere. La crisi ha rag­giunto anche gli appartamenti a luci rosse, una sessantina nel Cantone. Qui i clienti sono diminuiti e le ragazze ten­dono a lavorare con altre colleghe per abbattere gli alti costi degli affitti.
Si attende la nuova legge
Vi è anche attesa per la nuova legge sull'esercizio della prostituzione. L'elaborazione della normativa è a buon punto, i funzionari stanno valutando e approfondendo alcuni accorgimenti nelle bozze presentate a suo tempo. Visto quanto sta accadendo forse anche il capitolo «protettori» dovrà trovare un suo spazio che già comunque esiste nel Codice penale per quanto concerne lo sfruttamento della prostituzione.
GIOVANNI MARICONDA EMANUELE GAGLIARDI

CdT 19.09.2011