associazione per il miglioramento ambientale di Castione
associazione per il miglioramento ambientale di Castione

CASTIONE NON È UN PAESE DI STADI

AMICA

IL COMITATO                                                                                                                                    Associazione per

C.P. 102                                                                                                                                             il miglioramento ambientale

6532 Castione                                                                                                                              di Castione

E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.amica-castione.ch

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Agli organi di stampa

Non è un paese per stadi

Ci mancava anche l'hockey: da quando si sono accorti che a Castione c'è uno svincolo autostradale vicino a un terreno vuoto si è scatenata la corsa a inventarsi il modo piú strampalato per costruirci qualcosa. Il tutto con l'aiuto di pochi indigeni (un numero a caso: sette) che si fanno convincere da una manciata di perline colorate. E non serve nemmeno averle, le perline: basta dire che son lí pronte in una banca di Montecarlo, Londra o Atlantide. Ogni idea, per quanto assurda, diventa un progetto dalle solidissime fondamenta ... di fumo: lo stadio-torre promosso dal noto imprenditore finanziario italiano che tutti (o almeno i sette di prima) prendono sul serio anche quando si presenta vestito da Charlot; lo stadio-bis versione british dello stesso imprenditore, stavolta in giacca, cravatta e sentenza di fallimento. E ora una pista di ghiaccio che (c'è da esserne sicuri) scalderà gli animi dei soliti sette, beati loro e le loro perline colorate.

A dirla tutta, qualcuno a Castione comincia a spazientirsi. Davvero non c'è modo di rilanciare una zona industriale con – azzardiamo – un progetto industriale, magari – potrà sembrare strano – mettendoci un'industria? Davvero l'unica possibilità di sviluppo di Castione consiste nell'acquistare la fontana di Trevi, pesci compresi, da un erede di Totò? Dopotutto che c'è di male a lasciarsi cullare dall'utopia di un'impresa locale che vuole insediarsi in quella zona? Certo, immaginare una banalissima ditta edile o meccanica in una zona industriale non è piú di moda, è "out": vuoi mettere un campo di baseball con outlet e spa, oppure un ippodromo con sciovia! Un po' di originalità, insomma!

Ma noi preferiamo essere fuori moda, "out", e faremo di tutto per rinviare al mittente queste idee strampalate, gli stadi di calcio di oggi come le piste di ghiaccio di domani e i velodromi o chissà cos'altro di dopodomani. Perché a noi le perline colorate non piacciono.

A questo punto potremmo proporre di destinare almeno una piccola parte della zona industriale ad altro, qualcosa che sia utile a tutta la popolazione di Castione: che so, un'area verde, un parco; in un attimo di follia potremmo suggerire di recuperare il progetto di microcentrale elettrica con annesso "lago". Fare insomma qualcosa che porti un po' di vita in quel non-luogo che oggi è la stazione di Castione. Ma alcuni nostri concittadini (un numero a caso: sette) ci prenderebbero per poveri illusi.

Per l'associazione AMICA

Milko Del Bove, presidente


 Il Caffè

30.04.2017

BUONA DOMENICA

Si diceva un tempo dell’inesorabile ruota del tempo che tutto macina, ingoia, digerisce e getta in un "dimenticatoio" che sa di muffa e altro, affinché la memoria di quel che peggio è stato non riproduca l’errore (e l’orrore). Così dovrebbe essere. Ma non sempre è a guardare l’ingenuità di chi, non pago delle malefatte subite, ancora s’affida alle promesse di... Gabriele Giulini. Sì, proprio lui, l’ex patron del Bellinzona calcio svanito poi nel nulla. Lui, i suoi mega progetti e le altisonanti promesse. Stadio, centro commerciale, ristorante, hotel affacciato su un tappeto verde dove i granata avrebbero dovuto scalare le vette sportive.
Ora si scopre che da tempo, molto tempo, impavidi gli amministratori di Castione - è qui che Giulini aveva promesso la sua cattedrale - attendono che si realizzi, stavolta per interposta persona, un nuovo miracolo preannunciato ancora una volta dal mitico personaggio. Che voglia farsi vìndice del proprio onore? Ma quando mai! Da mesi Castione attende 9 milioni da una misteriosa società inglese, udite udite!, raccomandata proprio da Giulini. I milioni dovrebbero servire per un cavalcavia atto ad alleviare il traffico. Intorno a cosa? Ma al futuro mega stadio. Senonché promessa dopo promessa..., di milioni non ne sono arrivati. Oggi come allora.
Succede così quando l’ottimismo della volontà si trasforma in ottimismo della stupidità. La ruota del tempo non ha macinato a sufficienza, il "dimenticatoio" non puzza abbastanza. O sarà perché il profumo del denaro supera l’orrore.